Fisioterapia in Acqua
L'opinione di Marco
Confesso subito la mia… colpa: sono un “infiltrato”, nel senso che non soffro di atassia. Dice: e allora che cosa ci stai a fare, da queste parti? Domanda legittima, risposta semplice: sono stato invitato da uno di voi, Antonio.
Mi presento: sto per compiere 50 anni, sono giornalista e poco più di due anni fa sono stato raso al suolo da un ictus. Non vi sto a tediare con i racconti della malattia: ciascuna ha la propria, che basta e avanza. Ma è “grazie” (si potrà utilizzare il termine grazie, in un’occasione del genere?) alla malattia che ho scoperto le sindromi atassiche.
Ero tornato a casa dopo tre mesi di ricovero. Dovevo proseguire la terapia e la mia fisiatra fu perentoria: “Deve cominciare una fase di riabilitazione in piscina”. L’idea mi parve balzana, ma ancora una volta (è capitato spesso, in vita mia) non avevo capito niente.
Abito a San Lazzaro, la piscina attrezzata più vicina a casa mia è quella di Ozzano.
Superate le iniziali perplessità, mi iscrissi e cominciai a frequentare il corso.



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