Introduzione

Le atassie spinocerebellari comprendono tutte quelle malattie genetiche che coinvolgono il sistema nervoso centrale e/o periferico.

Si dividono, a seconda del modo di trasmissione che le caratterizza, in due gruppi:

  1. autosomiche dominanti;
  2. autosomiche recessive.

Al primo gruppo appartengono quelle malattie in cui i sintomi si manifestano anche nel caso in cui il paziente abbia ereditato il gene affetto dalla malattia da uno solo dei genitori, mentre al secondo gruppo appartengono quelle in cui i sintomi si manifestano solo se il paziente ha ricevuto il gene affetto da entrambi i genitori.

Eziopatogenesi

Le atassie spinocerebellari a trasmissione autosomica dominante (ADCA), sono un gruppo di malattie eterogenee a livello clinico e genetico, caratterizzate da atassia lentamente progressiva della deambulazione, della postura e degli arti, disartria e/o difetti oculomotori da degenerazione cerebellare, in assenza di malattie concomitanti. Il processo degenerativo può essere limitato al cervelletto (ADCA tipo 3), oppure può coinvolgere anche la retina (ADCA tipo 2), il nervo ottico, la regione ponto-midollare, i gangli della base, la corteccia cerebrale, i nervi spinali o periferici (ADCA tipo 1). La prevalenza delle ADCA è stata stimata tra 0,8 e 3,5:100.000. L’esordio avviene di solito tra 30 e 50 anni, anche se sono stati segnalati casi ad esordio precoce, durante l’infanzia, o ad insorgenza tardiva, dopo i 60 anni. Nella classificazione genetica dei loci e dei geni delle atassie, le ADCA sono considerate forme spino-cerebellari (SCA) e numerate seguendo l’ordine della descrizione dei geni (SCA1-SCA22). Molte mutazioni identificate consistono nella espansione di trinucleotidi ripetuti, la cui variazione è responsabile della variabilità nell’età di esordio, con ripetizioni più ampie nei casi ad insorgenza precoce. Inoltre, l’instabilità degli alleli espansi causa il fenomeno della anticipazione (cioè l’insorgenza più precoce e il progressivo aggravamento della malattia con il passare delle generazioni). Attualmente la terapia è solo sintomatica e la presa in carico dell’atassia si basa sulla fisioterapia. Nel 50-80% dei casi di ADCA i test genetici permettono di identificare il gene-malattia. (Autore: Dott. L. Schöls – Agosto 2003)

Sintomatologia
  • Anomalie della pupilla
  • Atassia/incordinazione
  • Atrofia ottica
  • Cerveletto agenesia/ipoplasia/anomalie
  • Disturbi dell’andatura/andatura anomala
  • Eredità autosomica dominante
  • Nistagmo
  • Retinite pigmentosa
  • Areflessia/iporeflessia
  • Disturbi del comportamento
  • Disturbi del linguaggio
  • Enfisema/asma
  • Insensibilità al dolore/disturbi sensitivi
  • Ipertonia/rigidità/spasticità
  • Movimenti anomali
  • Amiotrofia/agenesia muscolare
  • Iperglicemia/diabete mellito
  • Oftalmoplegia
Atassie recessive

Le atassie cerebellari autosomiche recessive (ARCA) sono un gruppo eterogeneo di malattie neurologiche rare, che coinvolgono sia il sistema nervoso centrale che periferico e, in alcuni casi, altri sistemi e organi. L’esordio è di solito precoce, prima dei 20 anni. In base ai meccanismi patologici di seguito specificati, si distinguono 5 tipi principali di ARCA: atassie congenite (difetti di sviluppo), atassie degenerative e progressive, atassie associate a malattie metaboliche, difetti di riparo del DNA o altre caratteristiche. Le ARCA più frequenti nella popolazione caucasica sono l’atassia di Friedreich e l’atassia-teleangiectasia.

Altre forme sono molto meno frequenti e comprendono l’atassia con deficit di vitamina E (AVED), l’abetaliproteinemia, l’atassia con aprassia oculomotoria (AOA1), la xantomatosi cerebro-tendinea, l’atassia cerebellare ad esordio precoce con riflessi ritardati, l’atassia spastica di Charlevoix-Saguenay, l’atassia spino-cerebellare non-Friedreich di tipo 1 (SCAR1), la sindrome di Joubert, la sindrome di Cockayne di tipo 1 (CKN1), lo xeroderma pigmentoso (XP).

La prevalenza dell’ARCA è stata stimata in 7 casi ogni 100.000 abitanti. Queste malattie sono dovute a mutazioni in geni distinti, alcuni dei quali sono stati identificati, come l’apratassina nella AOA1, la fratassina nell’atassia di Friedreich, la proteina di trasferimento dell’alfa-tocoferolo nella AVED. Data l’eredità autosomica recessiva, in genere non esistono precedenti nella storia familiare. La diagnosi clinica deve essere confermata da test adiuvanti, come il neuroimaging (risonanza magnetica), l’esame elettrofisiologico e le analisi di mutazione, quando il gene-malattia è stato identificato.

La diagnosi clinica e genetica corretta è importante per definire la prognosi, per offrire la consulenza genetica e, in alcuni casi, per il trattamento farmacologico. La maggior parte di queste atassie cerebellari non ha un trattamento specifico, ad eccezione del deficit di coenzima Q10 e dell’abetaliproteinemia. (Autore: Dott. F. Palau – Settembre 2003)